La prima cosa che fanno tutti: guardare in alto. Succede appena si entra nella Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi. Le persone rallentano, fanno pochi passi e poi alzano la testa. Non importa da dove arrivino o quanto conoscano la storia dell’arte: la reazione è quasi sempre la stessa.
Il soffitto blu decorato a stelle, gli archi altissimi e gli affreschi che coprono ogni parete danno la sensazione di trovarsi dentro qualcosa di molto più grande del normale. Anche chi entra parlando ad alta voce, finisce quasi automaticamente per abbassare il tono.

Un luogo costruito per stupire
La Basilica non colpisce soltanto per la sua importanza religiosa, ma per il modo in cui è stata pensata. Gli spazi sono enormi, la luce entra dalle vetrate colorate e gli affreschi accompagnano lo sguardo in ogni direzione. Non esiste quasi un punto vuoto.
Nella sala del coro ligneo, il legno scuro e le immagini dipinte sulle pareti creano un’atmosfera completamente diversa, rispetto alla luminosità della navata principale. Sembra quasi un altro edificio dentro lo stesso edificio.
Ogni ambiente cambia il modo in cui le persone si muovono: c’è chi resta fermo in silenzio, chi osserva i dettagli per minuti interi e chi prova a fotografare tutto, senza riuscire davvero a catturarlo.
Fuori cambia tutto
Appena si esce, il panorama intorno ad Assisi sembra continuare quello che succede all’interno della chiesa. Davanti alla Basilica si apre la valle umbra: colline, campi e cielo aperto. Anche fuori lo spazio sembra enorme. Molti visitatori si fermano lungo il prato o vicino al sentiero senza parlare troppo. Dopo gli interni pieni di colori e immagini, il paesaggio quasi vuoto dà una sensazione opposta, ma altrettanto forte.
È come se la Basilica fosse stata costruita apposta in quel punto, per collegare due cose: il silenzio delle sale interne e l’apertura immensa del panorama fuori.
Un’esperienza che va oltre il turismo
Secondo il sito ufficiale del Sacro Convento, la Basilica di San Francesco continua a essere uno dei luoghi più visitati d’Italia. Eppure, camminando tra le navate, si ha l’impressione che molte persone non siano lì soltanto per fare turismo.
C’è chi entra per curiosità artistica, chi per motivi religiosi e chi semplicemente per vedere un posto famoso. Ma quasi tutti finiscono per fermarsi più del previsto. Forse perché la Basilica riesce ancora a fare una cosa rara: costringere le persone a rallentare e ad alzare lo sguardo.










